Buon cappiodanno

31 Dicembre 2006


Questa volta le scarpe gliele hanno fatte a lui

30 Dicembre 2006


Kill Saddam:aggiungi un posto sulla forca che c’è un martire in più

30 Dicembre 2006

Sono le 4:06 di sabato mattina. Fra due ore probabilmente il corpo senza vita di Saddam Hussein pendolerà già dalla forca. Così ci dicono, e, mentre leggerete questo post saranno già pronti  i coccodrilli su quello che fu Saddam Hussein dalla sua nascita fino alla sua morte.

Di Saddam vivo, personalmente, non me ne frega più di una mazza. Uno stronzo come pochi che è’ riuscito ad uccidere più comunisti lui che tutta la CIA messa assieme. E’ Saddam morto che spaventa. E non perchè penso che come in quella scena di Hot Shot 2 le sue membra spirate posano ricomporsi in una sorta di resurezzione dalle ceneri in stile terminator. Ma a spaventarmi è l’immagine del martire che ne uscirà fuori da questa esecuzione popolar-mediatica. C’è da domandarsi se davvero ce n’è era bisogno di un altro nuovo martire che darà nome all’ennessima brigata islamista che in suo onore farà esplodere quelle decine di bombe continuando a destabilizzare un paese in una perenne guerra/guerriglia civile. C’è da domandarsi quanto scomodo doveva essere per gli americani un Saddam vivo, lo stesso con cui i governanti a stelle e striscie fecero affari per armare l’Iraq contro l’Iran, decenni fa. C’è da domandarsi come un paese – che si autoproclama nella sua ricostruzione come una “nuova democrazia nascente” – possa fare ricorso a simili riti medioevali come la pena capitale per impiccagione, eseguendo di fatto leggi scritte nel dna dei carnefici stessi che si vorrebbero punire. C’è da domandarsi, infine, quando verrà la forca per i responsabili dei milioni di morti della guerra “preventiva”. Ma forse questo è troppo. Si, troppe domande in una notte sola. E’ come non averne nessuna. Ma la paura, quella si, rimane. Nessun comico. Nessun guerriero. Ora come ora mi sento solo spaventato.

Nella foto: e nemmeno la memorabile parodia saddamita di South Park mi tira su di morale.


Preghiera in dicembre

24 Dicembre 2006

“Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.”

Fabrizio De Andrè, Preghiera in Gennaio, 1967, scritta in memoria di Luigi Tenco sulle polemiche di chi voleva negare al cantautore suicida un funerale cattolico


Welby è morto, evviva Welby

24 Dicembre 2006

Se ne è andato dolcemente sulle note di una cazone di Bob Dylan: sedato e staccato dalla macchina che lo teneva in vita, forse “bussando alle porte del paradiso“. E chissà che qualcuno non gli abbia davvero aperto. Una dipartita lieve e leggera, una morte umanitaria, mi verrebbe da dire; un’addio che per quanto indolore quasi fa invidia a molti (a me di certo). Ma dall’altra parte della barricata la tempesta non si placa. La politica si spacca e ritrova la trincea su questo tema discutissimo quale l’eutanasia. Il ceto politico, sconvolto, forse cogliera finalmente l’occasione per proporre una legge in materia degna di un paese civile. Ma non prima di rimescolarsi in mille rivoli di polemiche: non è solo morto Welby la ma la tregua mai dichiarata fra laici e cattolici. Si ritorna in trincea insomma, e chissà quante gatte da pelare per chi vuole costruire il “grande partito democratico” fondendo culture così distanti dal punto come quella laica e cattolica. Se Welby sconvolge la politica stesso accade per la Chiesa stessa, che gli nega di fatto il funerale religioso. Caso eclatante ma non isolato: dall’altra parte la dottrina cattolica parla chiaro: Giuda, diceva già Sant’Agostino, nel momento in cui si è tolto la vita, ha peccato contro Dio perfino più di quando ha tradito Gesù. Da qui la condanna dei suicidi. Ma solo un’estremo furore intragralista può portare avanti una battaglia dopo la morte stessa del contendere, della scomparsa, della vittoria di Welby. Si, Welby ha vinto ma per ripicca l’ordine ecclessiale non gli concederà nessun rito funerario religioso degno di tale nome: non se lo merita. E un segno di debolezza delle Chiesa ma nello stesso tempo un segno che la guerra è appena cominciata. Come per i Pacs anche Welby diverrà il nuovo spartiacque della società italiana destinata a dividersi e a scontrarsi. Le carte solo adesso sono mescolate e il gioco iniz


Quando il lupo perde un pò di cuore ma non il vizio

21 Dicembre 2006

“Quando un medico gli ha chiesto se è allergico, Berlusconi ha risposto: Sì, ai comunisti”

Valentino Valentini assistente del medico personale di Berlusconi, SKYLife, 20 dicembre


Un pugno nel presepe

21 Dicembre 2006

I due Ken e le due Barbie posti dai deputati della Rosa nel Pugno, Bruno Mellano e Donatella Poretti, nel presepe di Montecitorio di fianco alla tradizionale rappresentazione della Natività.


Anche i Calderoli hanno un’anima?

19 Dicembre 2006

“Qui sfiliamo per difendere la nostra anima, il nostro cuore, le nostre tradizioni e il modello di societa’ in cui crediamo. [...] A quelli che alle elezioni sono andati a votare con una maglietta con sopra scritto ’sono un coglione’: oggi non si trova più nessuno di quei ’coglioni’ che hanno votato Prodi, ma se ne trovassi uno vorrei chiedergli se non si sente un po’ più ’coglione’. Berlusconi aveva ragione”.

Roberto Calderoli, manifestazione della Lega Nord a Milano, 17 dicembre


Caro Babbo Natale… #2 – Francesco Caruso

19 Dicembre 2006

Caro  Babbo Natale,
la farò breve: te non esisti. Non esisti proprio. Sei solo un’invenzione delle multinazionali per aumentare la vendita dei prodotti di consumo sotto il periodo natalizio. Basti vedere come le grandi multinazionali come la Coca Cola hanno usato la sua immagine per pubblicizzare quella bevanda assassina. Ma non solo: sei anche un mezzo per l’educazione borghese che vuole premiare “l’obbedienza” dei bambini al sistema.  Io non ci sto. Io sono un disobbediente e disobbedisco anche a te e alle tue false promesse. Non ho alcuna intenzione di fare il bravo ragazzo. Continuerò a farmi rinchiudere nel CPT e a seminare piantine di Erba da fumare nei giardinetti di Montecitorio. Anche la mamma me lo dice sempre che esagerò: non me ne frega niente, non starò buono nè  mi piegherò al perbenismo natalizio. Portami pure quanto carbone tu voglia. Tanto per i regali sono già a posto: ho scritto al direttore della Apple Corporation per procurarmi l’ultimo modello dell’Ipod per ascoltare le canzoni dei 99Posse. E la Coca Cola Company mi ha promesso una scorta illimitata di Coca per tutto l’anno. Hasta la victoria. Siempre.
Francesco Caruso


Ecco in che modo possono finire le vostre letterine di Natale

18 Dicembre 2006

Non sappiamo se Babbo Natale esista o – come ha cercato di indottrinare quella maestra di una scuola elementare inglese ai suoi alunni (incauta azione, la maestra è stata licenziata) – la sua esistenza è solo una favola per bambini. Non sappiamo dove andranno a finire tante letterine di altrettanti bambine e bambini che scalpitano alla sola idea di scrivere al barbuto beneffatore finlandese. Ma se davvero Babbo Natale esiste ci piace pensare che sia uomo di mondo. Che unisca a necessità virtù e l’utile al dilettevole. E che magari, come in questa favolosa pubblicità di una catena di supermercati, anche lui si possa imbattere in certe situazioni in cui comuni persone normali si possono trovare nella loro casalinga quotiadinietà: trovarsi cioè finito il rotolo della cartaigienica dopo una bella evacuazione. E’ qui che entrano in scena le letterine. Che dire di più? Uno spot spassoso e irriverente da guardare e ridere a crepapelle.